Disclosure Day recensione: il ritorno alla fantascienza di Spielberg è una grande delusione

Ammetto che non è semplice parlare di Disclosure Day. Forse perché non sono mai stato un grande fan del cinema di Steven Spielberg, anche se film come The Fabelmans mi avevano conquistato e mi avevano fatto sperare in un ritorno del regista a livelli altissimi.
Sono andato al cinema con aspettative relativamente basse, nonostante il grande richiamo mediatico attorno al ritorno di Spielberg alla fantascienza. Eppure, non ero preparato a una delusione di queste proporzioni.
Disclosure Day è uno dei blockbuster peggio scritti degli ultimi anni
Potrei scrivere pagine intere su tutto quello che, a mio avviso, non funziona in Disclosure Day. Dalla prima all’ultima scena, sembra quasi una continua sequenza di situazioni scritte in maniera approssimativa e spesso completamente prive di logica.
La scena in macchina, quella nella casa, la sequenza del treno: potrei letteralmente prendere quasi ogni momento del film e spiegare perché non funziona o perché appare costruito in modo forzato. Ma sarebbe quasi ridondante.
Il problema più grande è che non c’è mai quel senso di meraviglia che caratterizzava altre opere fantascientifiche di Spielberg. Anche film con sceneggiature tutt’altro che perfette riuscivano a trascinarti grazie a mondi straordinari e a un immaginario capace di farti dimenticare le incoerenze.
Qui, invece, manca anche quello.

La fantascienza arriva troppo tardi
Paradossalmente, la componente fantascientifica vera e propria compare soltanto negli ultimi minuti di Disclosure Day. E quando finalmente arriva, non lascia il segno.
Per oltre due ore il film è principalmente una lunga serie di inseguimenti e situazioni improbabili che finiscono per risultare più frustranti che coinvolgenti. La sensazione è quella di assistere a una fantascienza piuttosto ordinaria, incapace di stupire o di creare immagini destinate a rimanere nella memoria.

La regia di Spielberg resta l’unico vero pregio
Se c’è un elemento positivo, è inevitabilmente la regia. Steven Spielberg è uno di quei registi che saprebbero dirigere bene anche il video di una comunione.
Tecnicamente il film è impeccabile, ma manca completamente quella scintilla che rende memorabili le sue opere migliori. L’unica scena che mi è rimasta impressa è quella della bambina che apre la porta illuminata, un momento che sembra rappresentare perfettamente ciò che il cinema significa per Spielberg: la scoperta, la meraviglia, l’ignoto.
Peccato che sia una delle poche immagini davvero potenti di tutto il film.
Recensione di Disclosure Day: il verdetto
Disclosure Day è una delle più grandi delusioni cinematografiche degli ultimi anni. Un blockbuster che, almeno per quanto mi riguarda, fallisce praticamente sotto ogni aspetto: sceneggiatura, ritmo, costruzione delle scene e senso della meraviglia.
L’impressione finale è quella di aver assistito a due ore e mezza sprecate, un film che non solo mi ha deluso enormemente, ma che faccio fatica persino a consigliare a qualcuno.

Pro
- Il flashback
Contro
- Sceneggiatura
- Inseguimenti ripetitivi e poco coinvolgenti.
- Fantascienza quasi assente per gran parte del film.
- Nessun senso di meraviglia.
- Durata eccessiva e ritmo pesante.
Commenti