King Marracash – Un film che forse non aggiunge molto, ma che riesce comunque a colpire forte

Non sono fan di Marracash dal day one. Non l’ho seguito dagli inizi e probabilmente non posso parlare del suo percorso con il distacco di chi ha vissuto tutta la scena rap italiana fin dagli anni zero.
Io ho conosciuto Marracash in un momento difficile della mia vita. E, in qualche modo, mi ha accompagnato in altri momenti difficili negli anni successivi.
Quindi no, probabilmente non posso essere completamente oggettivo nel parlare di questo film.
Ma posso dire una cosa con assoluta sincerità: per me è stato molto emozionante.
La prima parte del film, quella dedicata agli inizi di Marracash, è interessante e funziona bene nel raccontare la costruzione del personaggio e dell’artista. A tratti però ho avuto la sensazione che il film racconti alcune dinamiche come se fossero state completamente rivoluzionarie o “prime volte assolute”, quando chi conosce davvero la storia del rap italiano sa che molti di quei percorsi erano già stati aperti anni prima da artisti come Fabri Fibra.
Non è necessariamente un difetto, ma a volte il tono diventa un po’ troppo sensazionalistico.
Dove invece il film centra perfettamente il punto è quando parla di Persona. Per me quello è stato davvero un momento di rottura nel mercato musicale italiano e forse meritava ancora più spazio e approfondimento.

Nella prima metà ero anche abbastanza combattuto sul montaggio alternato e sulla struttura non lineare del racconto. Paradossalmente, pur essendo un tipo di scrittura che normalmente adoro, qui inizialmente l’ho trovato un po’ fuori luogo. Avrei preferito qualcosa di più diretto, quasi più didascalico.
Eppure, andando avanti, tutto prende molto più senso.
Il secondo tempo del film è quello che mi ha colpito davvero.
La citazione a Federico Frusciante mi ha distrutto emotivamente, soprattutto perché Marracash racconta di non riuscire a dormire, di prendere sonniferi e di addormentarsi guardando i video di Frusciante. Una cosa che faccio anche io da anni.

Sentire parlare apertamente di ansia, insonnia e fragilità in quel modo mi ha fatto sentire incredibilmente vicino a lui.
Ed è forse qui che il film funziona meglio: non quando cerca di mitizzare Marracash, ma quando lo rende umano.
Anche tutta la parte sentimentale è stata molto toccante e mostra una maturità enorme, sia artistica che personale.
Il film non cerca mai davvero il gossip o la spettacolarizzazione del dolore, ma usa quei momenti per raccontare una crescita.
Ho trovato molto intelligente anche il modo in cui vengono trattati gli eventi giganteschi della sua carriera recente — il tour negli stadi, il Marrageddon, il Block Party — quasi come fossero intermezzi, senza fermarsi troppo a celebrarne l’enormità.
Eppure chi li ha vissuti sa quanto siano stati rivoluzionari per il rap italiano.
Per me, personalmente, rappresentano anche ricordi molto importanti e molto potenti.
Alla fine credo che questo film non aggiunga poi così tanto a quello che Marracash racconta già nelle sue canzoni. Ma forse è proprio questo il punto.
Anzi, probabilmente è la conferma definitiva di quanto sia forte come scrittore: molte delle cose più profonde sul suo passato, sulle sue paure e sui suoi problemi le aveva già raccontate nella musica.
E quindi forse questo film non serve davvero ai fan storici per “scoprire qualcosa di nuovo”.
Forse serve soprattutto a far scoprire Marracash a chi ancora non ha capito quanto sia importante artisticamente.

Per me, però, è stato qualcosa di più personale.
Questo film mi è stato più utile di cento sedute dalla psicologa.
Vedere una persona con i miei stessi problemi riuscire a trasformarli in arte mi ha lasciato addosso due sensazioni opposte: da una parte mi fa sentire quasi un fallito, perché io non riesco a fare la stessa cosa; dall’altra però mi dà voglia di migliorare, di continuare a cercare la mia strada e capire come trasformare tutto quello che sento in qualcosa di mio.
Ed è forse questa la cosa più potente che può fare un artista.
Pro
- Interessante capire meglio Fabio e tutto il suo percorso
Contro
- Poco divulgativo rispetto alle canzoni
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