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“Recensione” Caparezza Orbit Orbit Tour:

Voto recensione 9.8/10
Di Giuppy 4 min

Caparezza è tornato. E, come ogni volta, non ha portato sul palco un concerto, ma uno spettacolo completo. Parlare di un suo live come se fosse una semplice esibizione musicale mi sembra quasi riduttivo, perché quello che offre è molto più vicino a un’opera teatrale che a un concerto tradizionale.

Tra monologhi, scenografie monumentali, giochi di luce, video art, animatronics e una narrazione che accompagna ogni momento dello show, l’Orbit Orbit Tour conferma ancora una volta quanto Michele Salvemini sia uno degli artisti più ambiziosi e creativi del panorama musicale italiano.

Lo show più spettacolare della carriera?

Dal punto di vista puramente scenico e narrativo, credo che questo sia probabilmente il miglior live che Caparezza abbia mai realizzato.

Personalmente faccio ancora fatica a scegliere tra questo tour e l’Exuvia Tour. Ho sempre avuto un debole per il Caparezza più introspettivo, quello capace di raccontare sé stesso oltre al mondo che lo circonda. Per questo Exuvia occupa ancora un posto speciale nel mio cuore.

Se però provo a guardare la questione in maniera più oggettiva, parlando esclusivamente dello spettacolo dal vivo e non degli album, credo che Orbit Orbit riesca addirittura a superarlo.

E la cosa più incredibile è che pensavo fosse impossibile.

Una scaletta che sorprende anche i fan storici

Seguo Caparezza da tantissimi anni. Conosco praticamente ogni sua canzone a memoria e pensavo di sapere già cosa aspettarmi dalla scaletta.

Mi sbagliavo.

Una delle sorprese più belle del concerto è stata proprio la scelta dei brani. Oltre ai grandi classici, sono tornate canzoni che non venivano eseguite dal vivo da moltissimo tempo. Per chi segue l’artista da anni è stata una gioia enorme.

È una scelta che rende ogni tour diverso non soltanto dal punto di vista visivo, ma anche musicale. Non ci si limita a cambiare scenografie: cambia davvero il modo di vivere il concerto.

Un artista capace di trasformare temi complessi in grandi hit

C’è poi una riflessione che va oltre il concerto.

Quanti artisti italiani riescono davvero a scrivere canzoni che diventano hit, vengono cantate da migliaia di persone e allo stesso tempo parlano di argomenti profondi?

Caparezza affronta da sempre temi come il razzismo, il disagio sociale, il Sud Italia, la guerra, la fine del mondo, il consumismo, la salute mentale e tanti altri argomenti complessi, riuscendo comunque a creare pezzi che il pubblico canta a squarciagola.

Forse l’eccezione più evidente è Ti farà stare bene, una delle sue canzoni più radiofoniche. Ma è curioso come sia stato proprio lui ad ammettere di averla scritta pensando anche alla radio. Un’onestà intellettuale che, oggi più che mai, è difficile trovare.

Vale la pena vedere Caparezza dal vivo?

Assolutamente sì.

E lo dico anche a chi conosce soltanto i suoi brani più famosi.

Non serve essere fan sfegatati per godersi uno spettacolo come questo. Le scenografie, i monologhi, la costruzione narrativa e la varietà della scaletta riescono a coinvolgere chiunque.

È uno di quei concerti che consiglio senza alcuna esitazione, perché offre qualcosa che va ben oltre la semplice esecuzione delle canzoni.

L’unico piccolo rimpianto

Se proprio devo trovare un difetto, è uno soltanto.

Avrei voluto ascoltare almeno un brano da ogni album della sua carriera.

È vero, rispetto agli ultimi tour Caparezza ha recuperato molti pezzi che sembravano ormai spariti dalle scalette, e questa è stata una scelta che ho apprezzato tantissimo. Ma da fan storico resta quel piccolo desiderio di vedere rappresentata tutta la sua discografia.

Voto finale

⭐⭐⭐⭐⭐ 9,8/10

L’Orbit Orbit Tour è probabilmente il punto più alto raggiunto da Caparezza dal punto di vista dello spettacolo dal vivo. Un mix perfetto di musica, teatro, satira, tecnologia e narrazione che pochi artisti, non solo in Italia, sono in grado di costruire.

Non importa se conoscete tutte le sue canzoni o soltanto le più famose: almeno una volta nella vita dovreste vedere un concerto di Caparezza.

Perlificate.

C’è però un’ultima cosa che mi porto a casa da questo concerto, ed è forse quella più importante.

Caparezza, tra una canzone e l’altra, non si limita mai a fare da presentatore del proprio show. I suoi monologhi sono parte integrante dell’esperienza e spesso riescono a colpirti quanto, se non più, delle canzoni stesse. Ti fanno riflettere, mettono in discussione il tuo modo di vedere le cose e, quando il concerto finisce, continuano a ronzarti in testa.

L’ultimo dialogo, unito a Perlificàt, mi ha colpito in modo particolare. È stato uno di quei momenti in cui smetti di essere semplicemente uno spettatore e inizi a chiederti cosa puoi fare, nel tuo piccolo, per lasciare qualcosa agli altri.

Ed è anche il motivo per cui mi sono ritrovato a scrivere questa recensione.

Perché se c’è una cosa che Caparezza riesce ancora a fare, dopo oltre vent’anni di carriera, è spingerti a creare. A esprimerti. A lasciare un segno, anche piccolo. A non limitarti a consumare arte, ma a provare a restituirne un pezzetto al mondo.

Io, nel mio piccolo, ci proverò.

Cercherò di perlificare.

E spero che, dopo aver visto questo spettacolo, venga voglia di farlo anche a voi.

Perlificate anche voi.

Pro

  • Scenografia
  • Monologhi
  • Scaletta
  • Tutto in pratica

Contro

  • NON TUTTI gli album in scaletta
Scritto da

Giuppy

Autore e redattore di Googootz, magazine dedicato a cinema, serie TV, videogiochi e cultura pop.

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